Il marchio Vicente Marino è noto per la qualità delle sue acciughe del Cantabrico e per il suo inconfondibile logo: un gallo colorato racchiuso in una cornice decorata. Ma qual è la storia di questo simbolo?

Per comprendere il significato del logo, è importante ripercorrere le origini dell’azienda. Tutto ha inizio con Santo Marino, un siciliano che nel 1901 si trasferì nei Paesi Baschi per avviare un’attività di produzione di acciughe sotto sale. L’azienda, fondata con il nome “Santo Marino fu Vincenzo”, crebbe rapidamente, conquistando il mercato con la qualità dei suoi prodotti.  

Negli anni ‘30 l’azienda iniziò ad utilizzare il marchio “Acciughe Salate alla Vera Carne”, caratterizzato da un logo che raffigurava un gallo. Da quel momento, il gallo divenne il simbolo dell’azienda, tanto che i prodotti stessi venivano comunemente chiamati “gallo”.  

Perché Proprio un Gallo?

L’origine precisa della scelta del gallo come simbolo è ad oggi avvolta nel mistero. Purtroppo, le informazioni sulla sua creazione e sul motivo della scelta grafica non sono state tramandate nel tempo. L’ipotesi più accreditata è che il logo sia stato progettato e disegnato in Spagna, dove l’azienda ha iniziato la sua attività.

Negli anni a venire è stato deciso di utilizzare “Vicente Marino” (nome del figlio del fondatore) come denominazione del marchio, mentre l’immagine grafica del logo non ha subito sostanziali modifiche, rimanendo pressoché intatto nel corso di quasi un secolo.

Oggi, il gallo di Vicente Marino è molto più di un semplice logo. È un simbolo di identità, che evoca la storia familiare, la tradizione e la passione per la qualità che da sempre contraddistinguono l’azienda. 

Un Packaging apprezzato

Il packaging dei prodotti Vicente Marino, caratterizzato dal logo del gallo e da colori vivaci, è molto apprezzato dai consumatori. Molti lo considerano un elemento distintivo, capace di catturare l’attenzione e di aggiungere un tocco di colore ai cesti regalo. Alcuni clienti hanno addirittura richiesto le latte vuote per utilizzarle come oggetti d’arredamento, a testimonianza del valore estetico riconosciuto al packaging.